Se volete un Artaud di facile consumo volgete lo sguardo ai suoi profanatori. Artaud non si consuma, Artaud si celebra ritualmente. E se letteratura ed editoria non hanno piuÌ€ il senso della ritualitaÌ€ – vale a dire gli anticorpi alla propria dissoluzione – peggio per la letteratura e peggio per l’editoria. Ma non peggio per Artaud e per la ritualitaÌ€, che alle mode sopravvivranno come eÌ€ fatale sopravviva il Divino.
Meglio esser primo in classifica tra mille anni che best-seller settimanale nella sezione “varia” del «Corriere dela Sera»!
Ed allora, percheÌ uno dei piuÌ€ grandi geni del Novecento ha dovuto patire dieci anni di manicomio e ben cinquanta elettrochoc? PercheÌ l’Occidente non ha riconosciuto in lui una delle menti piuÌ€ eccelse della modernitaÌ€? PercheÌ nessuno o quasi ha saputo «pensare l’impensabile» con la sua stessa coerenza e il medesimo impareggiabile coraggio? La risposta che si offre in questo saggio eÌ€ perentoria: percheÌ Antonin Artaud fa paura. Il lavoro di Marco Alloni eÌ€ un’esortazione a vincere gli oltraggi della paura e a prendere decisioni radicali. La mancata riabilitazione di Artaud, infatti, eÌ€ un sintomo di declino, del tramonto di un Occidente sempre piuÌ€ esposto alle prospettive dell’Apocalisse.
Sommario
1. Salvare l’Occidente
2. Il genio destabilizzante
3. Rinunciare a tutto
4. Lettere dall’abisso
5. Il male del genio
6. Rivière il clinico
7. La poesia dell’impensabile
8. Antropologia poetica
9. Sacrificato alla follia
10. Un teatro insurrezionale
11. Il puro ripensamento
12. Oriente di salvezza
13. Artaud non si consuma
14. Inattualità del moderno
15. Immolazione del poeta
16. L’annientamento finale
17. E così in eterno